Il post di Settembre
Ho sempre amato il post di Settembre, scritto magari ad Ottobre nelle ultime pubblicazioni. L'ho sempre amato perchè Settembre è il mese dell'inizio d'anno per eccellenza, perchè si fanno i bilanci dell'anno trascorso e perchè arriva il primo fresco refrigerante e anche la mente si ristora, almeno la mia funziona così.
Ecco facciamo prima il paragone con gli anni passati. Il fresco non è ancora arrivato, l'inizio delle cose neppure, si galleggia in questo torrido clima, aspettando, cosa non si sa, si intuisce, ma sarà qualcosa di conosciuto?
Probabilmente no. E' sempre tutto nuovo e bisogna inventarsi ogni giorno come vivere ed organizzare la giornata. Procrastinando le incombenze ad un clima più clemente e cercando di capire come muoversi e vivendo giorni, ore, così come capitano.
Il primo bagno al mare di Sperlonga lo abbiamo fatto la prima settimana d'agosto, in un' acqua calda che sembrava di entrare in vasca da bagno e con un color "coca cola" come dice la mia amica che lo vede da anni quel mare.
Mi ha fatto strano, lo scorso anno abbiamo iniziato con i granchi blu, inquietanti pure quelli, ma quest'anno quelle che dicevano essere le conseguenze di questo caldo le ho viste, toccate con mano, sentite sulla pelle. E cosa ho pensato di primo acchitto? " E' il sangue dei poveri morti in mar mediterraneo" che ce lo dobbiamo necessariamente sentire addosso per capire, forse.
Poi il mare si è rinfrescato, la coca cola era solo a riva e nel giro di una settimana è tornata l'acqua limpida che conoscevo, senza granchi blu.
Questo per dire che pure la quotidianità va affrontata giorno per giorno, ora per ora.
Cosa abbiamo fatto noi per contrastare? Non abbiamo, per quest'anno, ancora montato i condizionatori a casa nuova, soffrendo sì, ma resistendo stoicamente, pensando forse che ci sarebbero state meno giornate pesanti...
Poi dando l'acqua agli alberi sofferenti appena piantati dal comune dietro casa, speriamo si riprendano! E poi pulito il giardino condominiale dalle cartacce che volano dai secchioni poco distanti e che erano incastrate nella siepe anche da anni (abbiamo trovato cimeli di carte da merendine che non fanno più e che mangiavano le mie figlie da bambine).
Abbiamo vissuto la campagna, i suoi ritmi, visto volpi, istrici, poiane, pipistrelli, cinghiali, civette, ramarri, picchi, ghiandaie, scoiattoli,
ovviamente anche gatti, comprese le nostre due che portiamo in vacanza, lucertole, gechi, farfalle, piccoli colibrì, vespe tante e loro arnie nella cassetta della posta, vesponi e loro nidi nei muri di casa.
Abbiamo convissuto con loro, con alcuni pacificamente, con altri adattandoci e trovando strategie.
Anche se c'è fatica, dover gestire, cucinare, rassettare la grande casa, il giardino e il verde circostante, a fine giornata ci si rilassa contenti, si stacca veramente la spina, si riprendono ritmi sani, con i pisolini pomeridiani per combattere anche lì il caldo, ma quello della campagna è più mite, e la sera ci si gode la frescura del bosco che entra in casa e la nitidezza delle stelle splendenti nel cielo scuro e si ascoltano i rumori di tutti gli esserini che abitano il sottobosco di notte e che si animano anche loro con la frescura.
Abbiamo visto anche chicchi di grandine grossi quanto una pallina da golf, mangiato e goduto di tutte le feste patronali del circondario, pure quelle portate avanti dalla caparbietà di chi passa la notte a cuocere ceci in pentoloni in piazza e la mattina a mezzogiorno li distribuisce sotto il sole cocente (molto più cocente di un tempo).
Abbiamo letto poco forse, me ne rammarico, ma preso spunti di lettura che forse arriveranno più avanti. Preso otiti (dolorose, non pensavo) e passato del tempo col popolo del paese che cambia, ma che mantiene la sua vitalità di fondo per fortuna.
Anzi no, non è che non abbiamo letto, abbiamo letto con le orecchie: puntate di serie, audiolibri e podcast di Michela Murgia, proprio lei, perchè non so cosa aveva detto un "vannacci qualsiasi" non avendo rispetto neppure dei morti. E così ho iniziato ad ascoltarla sul serio, Michela Murgia, che ancora pubblica libri e parla sui podcast e lo farà anche negli anni futuri in barba ai "vannacci di turno" che saranno già nell'oblio da tempo.
Un post un pò strampalato, a mò di flusso di coscienza, ma così me lo sentivo.
Per l'inizio delle cose, dovremo rimandare al fresco...
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